“War is Patriarchy”: a Roma la nuova opera di Laika per l’8 marzo

Di: Luca P | 7 Marzo 2026, 10:15
“War is Patriarchy” di Laika

Roma si è svegliata con un nuovo manifesto in via Boncompagni, a due passi dall’ambasciata degli Stati Uniti. L’opera, firmata dalla street artist Laika, si intitola “War is Patriarchy” e mostra una ragazza che spezza un missile a metà con un calcio deciso. Il tempismo non è casuale, dato che l’affissione è avvenuta proprio alla vigilia della Giornata internazionale della donna. L’obiettivo dell’artista è sottolineare come le logiche militari e quelle del dominio maschile siano in realtà la stessa cosa, basate entrambe sulla forza e sulla sottomissione.

 

Secondo Laika, i conflitti che vediamo oggi nel mondo sono il risultato di anni di spese folli in armamenti, mentre i soldi per i medici e le scuole finiscono per scarseggiare. Chi decide di invadere territori o bombardare popolazioni si comporta come un padrone che non rispetta nessuno, causando la morte di migliaia di civili, soprattutto donne e bambini. Dalla Palestina all’Iran, il meccanismo descritto nel poster punta il dito contro un sistema globale che preferisce la violenza e il guadagno economico al dialogo e alla tutela della vita umana.

 

“War is Patriarchy” di Laika

 

C’è spazio anche per una critica alle politiche interne, con un riferimento alle leggi che rendono più difficile denunciare le violenze tra le mura di casa. L’opera sprona a vedere il militarismo e il patriarcato come due facce della stessa medaglia, che vanno combattute insieme. Stare dalla parte della pace, per l’artista, significa prima di tutto rifiutare un modello di società fondato sulla gerarchia e sul controllo dei corpi.

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