Riapre il Giardino di Ninfa: l’incantevole oasi verde torna a fiorire

Di: Luca P | 24 Febbraio 2026, 11:24
Giardino di Ninfa

In questo angolo del Lazio, il silenzio parla una lingua antica fatta di petali e acqua che scorre lenta. Siamo a Cisterna di Latina, dove il Giardino di Ninfa sta per spalancare di nuovo i suoi portoni. Il weekend del 21 e 22 marzo 2026 segna infatti il via ufficiale alla nuova stagione di visite, un appuntamento fisso per chi ha voglia di staccare la spina e perdersi tra le oltre 1300 specie di piante che abitano questa oasi.

 

Tutto quello che vediamo oggi è merito della famiglia Caetani, che un secolo fa ha deciso di rimboccarsi le maniche. Dove prima c’erano solo i resti di una città distrutta nel Trecento, Ada Bootle Wilbraham e i suoi eredi hanno piantato rose, cipressi e speranze. Il nome stesso del luogo ci riporta indietro fino ai romani, che qui avevano costruito un tempio per le divinità delle acque. È una storia di recupero incredibile, passata di mano in mano fino a Lelia Caetani, che ha voluto creare una fondazione per fare in modo che questa meraviglia non andasse perduta.

 

Camminare per i sentieri di Ninfa non è come girare in un parco cittadino tutto ordinato e preciso. Qui la natura comanda, ma con una grazia che lascia a bocca aperta, tra ruscelli che passano sotto archi di pietra e ciliegi che iniziano a colorarsi. Ci sono otto ettari di verde in cui vivono tantissime specie di uccelli e piante rare, tanto che dal 2000 la Regione Lazio lo ha nominato monumento naturale. È un posto che trasmette calma, dove le rovine medievali sembrano abbracciate dai rami rampicanti in un modo del tutto spontaneo.

 

Per andare a farci un giro bisogna muoversi per tempo, perché l’ingresso va prenotato obbligatoriamente sul sito ufficiale. Il biglietto standard costa 15,75 euro, ma c’è una piccola novità per l’estate: dal 3 luglio alla fine di agosto il prezzo sale a 20,75 euro per godersi il fresco della sera. In quelle date sono previsti due percorsi diversi per scoprire i segreti della flora o i dettagli delle vecchie mura al calar del sole. E se avete ancora energie, con lo stesso sistema si possono bloccare i posti anche per il Parco Pantanello o per il maestoso Castello di Sermoneta, che sta proprio lì vicino.

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