Un bistrot sulla terrazza della Basilica di San Pietro: la svolta che fa discutere Roma

Di: Luca Pepino | 23 Luglio 2026, 09:13
Basilica di San Pietro
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A quanto pare, il settembre romano potrebbe portare una novità culinaria proprio lassù, sulla terrazza che domina la capitale dalla Basilica di San Pietro. Il condizionale è d’obbligo, dato che la decisione finale spetta a Papa Leone XIV, unico in grado di frenare un piano apparso per la prima volta lo scorso inverno. Quando le voci avevano iniziato a circolare, le autorità vaticane avevano gettato acqua sul fuoco, parlando di una semplice riorganizzazione degli spazi per chi visita la struttura. Oggi però la sensazione è ben diversa e la data dell’inaugurazione si avvicina a passi rapidi.

 

A spingere per la realizzazione del locale è stato il cardinale Mauro Gambetti. Nelle intenzioni iniziali l’idea era persino più imponente, con un ristorante capace di ospitare più di cento persone. Con il passare dei mesi la proposta è stata ridotta fino ad arrivare all’attuale formula del bistrot. Nelle ultime settimane ci sono stati persino sopralluoghi tecnici e assaggi a porte chiuse per collaudare i fornelli. Per i sostenitori del progetto si tratta di un passo naturale: sopra le navate esistono già da tempo i servizi igienici e un punto ristoro, quindi offrire piatti caldi ai turisti non stravolge la realtà dei luoghi.

 

Non tutti però hanno preso la novità con entusiasmo, e dentro le mura vaticane la discussione si è fatta accesa. Molti fedeli ritengono del tutto inopportuno sfruttare a fini commerciali il simbolo principale del cattolicesimo. Alcuni promotori hanno lanciato una raccolta firme inviata al cardinale Pietro Parolin, tirando in ballo le norme del diritto canonico che vietano nei luoghi sacri attività prive di un legame con il culto. Chi difende la scelta ribatte che il confine è già stato superato con l’introduzione del biglietto a pagamento per salire sulla Cupola e con la vendita di caffè, e aggiunge che i ricavi serviranno per sostenere le opere caritatevoli e la cura del complesso della basilica.

 

L’intera vicenda rientra in quel processo di lenta apertura alle visite culturali inaugurato durante il pontificato di Papa Francesco. Adesso la parola definitiva spetta a Papa Leone XIV, che finora ha mantenuto un riserbo assoluto senza esprimersi sulle divisioni interne alla Chiesa. Resta quindi la curiosità per capire se a inizio autunno si potrà davvero brindare ammirando i tetti della capitale dall’alto, oppure se un secco stop papale lascerà i fornelli spenti.

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